Pesca Nettarina , varietà "Big Bang"
Frutto del pesco, della famiglia delle Rosacee, genere Prunus, specie Persica Laevis.
La caratteristica più evidente della Nettarina è la buccia glabra, completamente liscia ( da cui il nome di “pesca noce” ). E’ spiccagnola al punto giusto. Ha sapore piacevolmente zuccherino. Il colore intenso della buccia vira fortemente al rosso, la polpa può essere bianca o gialla.
La consistenza polposa e il succo abbondante sono dovuti alla notevole quantità d’acqua e alla pectina solubile che regola il colesterolo e la glicemia. La ricchezza di vitamina A e l’alto contenuto di potassio caratterizzano il profilo nutrizionale.
Le dimensioni stabilite dal disciplinare IGP fissano il diametro minimo a 25 mm. per le cultivar a polpa gialla, a 23 mm. per quelle a polpa bianca.
Sulla pianta il frutto è delicato, , meno resistente alle intemperie e ai parassiti.
La Nettarina di Romagna è un prodotto a marchio IGP ( Indicazione Geografica Protetta).
Storia
Ha avuto origine dalla Persica Laevis, della famiglia delle Rosacee, genere Prunus. Il nome di “pesca noce” è citato nel trattato seicentesco di Vincenzo Tanara “ L’economia del contadino in Villa”.
Area di produzione
La coltivazione della pesca Nettarina è diffusa nelle province di Ravenna e in altre della Romagna.
In cucina...
Il consumo del frutto fresco consente di godere del profumo e del sapore eccezionali. Ottima tagliata fettine e lasciata marinare con zucchero e limone. Molto adatta alla merenda dei bambini perchè si lascia mangiare a morsi coma le mela. Non dispiace anche cotta al forno e farcita con cioccolato e amaretti, servita come dessert. E’ tradizione trasformare il frutto in marmellate e conservarlo sciroppandolo per un uso invernale. Ideale per macedonie, dolci e gelati.
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Albicocche
L'albicocca e' un piccolo frutto di forma sferica, con buccia di colore giallo- arancio e polpa arancione, con un nocciolo all'interno. E' il frutto dell'albicocco, un alberello che appartiene alla stessa famiglia delle rose. È un frutto saporito, nutriente e digeribile, la cui buccia gialla, sottile e vellutata, racchiude una polpa arancio, tenera e lievemente acidula, ricchissima di vitamina A e potassio.
Un po' di storia
Conosciuto e coltivato in Cina sin dal 3.000 avanti Cristo, l'albicocco fu diffuso in Europa (prima in Italia e poi in Grecia), all'inizio dell'era cristiana, dai Romani dopo la conquista dell'Armenia. Attorno al X secolo la sua coltivazione fu introdotta dagli Arabi nella Francia meridionale, mentre in America arrivò soltanto dopo il 1700.
Proprietà
Grazie al buon contenuto di proteine, calcio, potassio e vitamine questo frutto presenta un apprezzabile valore nutritivo e dietetico. L'albicocca è indicata negli stati di nervosismo, insonnia ed astenia psicofisica, nelle convalescenze, nell'iperuricemia, nei casi in cui è necessario un aumento della riserva alcalina e nel periodo dell'accrescimento. Consumata matura è di facile digestione.
Conservazione
in frigorifero, conservata in un sacchetto di plastica al quale avrete praticato dei piccoli fori, può resistere per un massimo di 6-7 giorni. Se ancora dura va tenuta alcuni giorni a temperatura ambiente per completare il processo di maturazione.
Varietà
Le varietà più pregiate sono la Monaco, la Baracca, la Reale di Imola, la Luizet, la Pesca di Nancy, la Precoce Cremonini e la Val Venosta. Oltre a queste si coltivano la Tyrinthos, l'Aurora, la Portici, la Boccuccia, la Fracasso, la San Castrese, la Sungiant e la Caldesi.
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